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giovedì 21 settembre 2017

- Sognando... la ciclabile che ci sarà VII Ed 2017

#NENCELAFACIAMECHIU è il motto di questa edizione...
Sono ormai 7 anni che lanciamo il messaggio all'amministrazione comunale... e come negli anni precedenti, se parteciperete, non ve ne pentirete...!!!
...  VOGLIAMO LE PISTE CICLABILI.



mercoledì 20 settembre 2017

- NORDIC WALKING: impazza a Frosinone

Frosinone "BELLA"


Alla Villa Comunale, c'è un percorso creato appositamente per praticare questa benefica disciplina.
L'ASD Nordic Walking Frosinone, con un bel gruppo di praticanti, lo percorre 2 volte a settimana, il mercoledì e sabato, dalle ore 09.00 alle 10.30, con istruttori federali. Provare per credere....

Questa mattina 20/09/2017 ci siamo fatti fare una foto tutti in gruppo, dopo una salutare "camminata nordica", questa è la traduzione di Nordic Walking.
Sono 5 anni che lo pratico, ed i benefici li sento dopo un periodo di fermo....

Presso la Villa Comunale di Frosinone


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Per accedere al gruppo NW di Frosinone su Facebook, [clicca qui]


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lunedì 11 settembre 2017

- A proposito di INTERPORTO...!!! Chiediamo lumi ai politici...???





SACCHEGGIO DEL TERRITORIO...?





>IL VILLAGGIO PREISTORICO E LA STRUTTURA A GRANDI BLOCCHI DI EPOCA ROMANA CHE FINE HANNO FATTO?
>IL VILLAGGIO PREISTORICO E LA STRUTTURA A GRANDI BLOCCHI DI EPOCA ROMANA CHE FINE HANNO FATTO?
>IL VILLAGGIO PREISTORICO E LA STRUTTURA A GRANDI BLOCCHI DI EPOCA ROMANA CHE FINE HANNO FATTO?
>IL VILLAGGIO PREISTORICO E LA STRUTTURA A GRANDI BLOCCHI DI EPOCA ROMANA CHE FINE HANNO FATTO?>IL VILLAGGIO PREISTORICO E LA STRUTTURA A GRANDI BLOCCHI DI EPOCA ROMANA CHE FINE HANNO FATTO?
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A GENNAIO 2015, realizzai questo post sull'Interporto di Frosinone:




Vi invito a consultarlo per comprendere bene quanto accaduto nell'ultimo trentennio... una cosa a dir poco vergognosa per la storia e la cultura del nostro territorio...!!!

Venerdì scorso, 8 settembre 2017,
a proposito delle notizie relative all’Interporto (Ciociaria Editoriale Oggi titolava: “SPRECOPOLI CIOCIARIA. E A PAGARE SIAMO NOI”), leggiamo che nell'area destinata all'opera “FANTASMA” si estendeva uno dei villaggi preistorici più grandi e importanti dell’Italia centrale, di cui “non resta che una pubblicazione scientifica di Manuela Cerqua” (*), dove si legge che, in più, nel corso degli scavi, è stata messa in luce “UNA STRUTTURA IN OPERA QUADRATA IN GRANDI BLOCCHI”.
Nella pubblicazione scientifica, consultabile online, si precisa che la struttura a grandi blocchi era anche “affiancata da un pozzo e da una serie di annessi riferibili ad un’occupazione del territorio databile ad epoca romano-repubblicana”.
Come già evidenziamo da anni, nella vicenda dell'Interporto vi sono molte pagine che riguardano i lavori di indagine archeologica (“RESI POSSIBILI GRAZIE AD UN FINANZIAMENTO DELLA S.I.F - SOCIETA’ INTERPORTUALE DI FROSINONE”) e gli stessi BENI ARCHEOLOGICI scoperti nel corso degli scavi, notoriamente DEMANIO E PATRIMONIO INDISPONIBILE ai sensi del Codice Civile.

Che fine hanno fatto i beni archeologici? Sono stati solo reinterrati o sono stati addirittura distrutti?

Invitiamo tutti coloro che a vario titolo si occupano della vicenda Interporto a leggere anche le ‘pagine archeologiche’ di questa storia, “UNA STORIA FINITA MALE”, [+] come titola il giornalista, e magari si riuscirà a dare risposte a una collettività che ha il diritto di conoscere e di fruire dei beni culturali pubblici che emergono nel territorio, testimonianze irripetibili della propria identità storico-culturale.
Ci appelliamo anche a tutti i consiglieri comunali di Frosinone che volessero prendere a cuore questa pagina della nostra storia, per cercare di fare chiarezza con risposte concrete agli interrogativi....






[+] Gli scavi archeologici

​L'area di Selva dei Muli nel terzo millennio A. C. era sede di un insediamento dell’Eeneolitico. Durante gli scavi per l'interporto è emerso un villaggio, uno dei più grandi del centro Italia. Del villaggio però non resta che una pubblicazione scientifica di Manuela Cerqua (*) nella quale, peraltro, lo si definisce in questi termini: “L'insediamento si impone nel panorama di questo contesto geografico e culturale per la sua eccezionale estensione (circa 8 ha) e per la presenza di un importante opera difensiva perimetrale costituita da un fossato e da una triplice palizzata. La funzione difensiva di queste strutture appare inconfutabile e al momento sembra non trovare eguali nella penisola italiana”. Eppure, nel Museo Archeologico di Frosinone sono conservati solo i materiali di uno scavo precedente, condotto nel 1981 da Italo Biddittu. Ma non solo, nel corso degli scavi per l'interporto, finanziati dalla stessa società, è emersa <<una struttura in opera quadrata in grandi blocchi di tufo>> di epoca romana repubblicana. Forse una villa. Ma anche di questa struttura non si è saputo più nulla.
(R.C.) Editoriale Ciociaria Oggi

(*) La pubblicazione di Emanuela Cerqua qui:
https://www.academia.edu/1444009/Selva_dei_Muli_Frosinone_un_insediamento_eneolitico_della_facies_del_Gaudo


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La speranza è che esista ancora la struttura a blocchi... e che qualche politico potrebbe chiederne conto facendo avviare un procedimento di vincolo...

Ma, quando parliamo di politici assistiamo anche a questo....
Scalia ringrazia Rutelli...!!!



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Spero tanto ci saranno politici e giornalisti disposti ad approfondire le "pagine archeologiche" di questa vicenda e ritracciare il patrimonio pubblico venuto in luce nell'area, tra cui una "STRUTTURA in OPERA QUADRATA IN GRANDI BLOCCHI", riconducibile ad una IMPORTANTE VILLA di EPOCA ROMANA,.. Ci sarà qualcuno di loro o tutti insieme, disposti a conoscerne l'ubicazione esatta con i dati catastali utili per salvaguardarla, qualora come tutti auspichiamo sia stata interrata e non rimossa......??? APPROFONDIRE...

GRAZIE a nome della città.....

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Il valore di Selva dei Muli

  • Scritto da  
Frosinone mura selva dei muli 350 260 min
Dalla terrazza della città, con le spalle rivolte al bel Piazzale Vittorio Veneto, sotto il palazzo della prefettura di Frosinone, bisogna volgere lo sguardo a Sud-Ovest, verso la catena dei Lepini, per vederlo. Ma bisogna farlo al mattino, con anche il sole alle spalle; al tramonto lo si ha negli occhi, e la Valle del Sacco appare avvolta allora in un velo tutto d'oro. Lì, in lontananza, al centro della pianura, spicca un colle circondato dalla vegetazione, che alla sua sommità oggi ospita un silo colorato con fasce rosse orizzontali, a segnalare la sua altezza a chi vi si approssimi in volo: è Selva dei Muli e le sue pendici vulcaniche.

Cinquemila anni fa, nelle radure tra le foreste e sulle rive dei ruscelli lì presenti, vi si sarebbe scorto un brulichio di nostri antichi avi intenti nelle attività più disparate: dalla caccia alla raccolta, dall'agricoltura all'allevamento, dalla pesca alla fabbricazione di oggetti fittili e litici. Lì avevano realizzato un loro villaggio, costruendo capanne, innalzando palizzate e scavando fossati di difesa, tracciando fossi per dare un qualche ordine alle acque che vi abbondavano. La terra fertile e ricca di risorse li aveva trattenuti lì, dove il loro girovagare aveva infine trovato quiete.
“Le prime indagini archeologiche nel territorio di Selva dei Muli” ci racconta Manuela Cerqua nella sua relazione pubblicata su Origini del 2011, “furono condotte da Italo Biddittu agli inizi degli anni Settanta, con numerosi e mirati sopralluoghi nei terreni di superficie e in occasione di lavori di scavo, che portarono al rinvenimento... di manufatti litici riferibili, in particolare, al Paleolitico medio (Biddittu, Segre 1976-77; Biddittu, Celletti 2003: 82-84)”.
“L’insediamento”, continua Cerqua nella sua relazione, “ si impone nel panorama di questo contesto geografico e culturale per la sua eccezionale estensione (circa 8 ha) e per la presenza di un’imponente opera difensiva perimetrale, costituita da un fossato e da una triplice palizzata. La funzione difensiva di queste strutture appare inconfutabile e al momento sembra non trovare eguali nella penisola italiana. L’analisi della cultura materiale permette di inquadrare la vita del villaggio dell’Eneolitico medio, con la presenza di forme e decorazioni caratteristiche della facies del Gaudo. Lo studio del villaggio di Selva dei Muli apre una nuova prospettiva di ricerca sugli aspetti della facies del Gaudo, contribuendo a confutare la definizione della stessa quale 'facies funeraria'”.
Ma non è tutto. Già Biddittu, in un articolo pubblicato su i “Quaderni del centro di studio per l'archeologia etrusco-italica” (Italo Biddittu-Eugenia Segre Naldini 1981), aveva rilevato che “il colle fu abitato ancora in epoca romana come indicano alcuni resti murari alla sommità” (oltre ad aggiungere che “al di sopra insistono avanzi di costruzioni medioevali del XII secolo”; e infine che “si ha notizia di un castello del 1117”). E infatti anche la Cerqua scrive nella sua relazione che “nel settore sud dell’area è stato effettuato il monitoraggio archeologico costante di tutti i lavori di scavo e movimento terra, a seguito del quale sono stati individuati i resti di una struttura in opera quadrata in grandi blocchi di tufo affiancata da un pozzo e da una serie di annessi riferibili ad un’occupazione del territorio databile ad epoca romano-repubblicana”.
Un sito archeologico di straordinario interesse
Insomma, un sito archeologico di straordinario interesse, anche per chi non sia un addetto ai lavori. Tanto che, dopo i successivi scavi di Biddittu verso la fine degli anni Settanta, su quell'area fu posto dalle autorità un vero e proprio “vincolo”. Precisamente, con decreto del 2 novembre 1982, il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali sanciva all'art. 1: “L'area interessata dal giacimento sopra descritto, indicata in grigio nell'allegata planimetria facente parte integrante del presente decreto, è dichiarata di particolare interesse archeologico ed è per tanto soggetta a tutte le disposizioni della citata legge” (L. 1089/39, art. 1 e 3). Il decreto, a premessa, conteneva nel dettaglio la descrizione del sito e tutte le “particelle” catastali interessate dai ritrovamenti (“Comune di Frosinone, segnati al Catasto al foglio 39, particelle 1..., 7..., 8..., 66..., 26...), con relativi nomi e cognomi dei proprietari.
Dopo tale sanzione ufficiale dell'importanza del sito, tuttavia, nulla più accadde, fino ad epoche più recenti, quando iniziarono i lavori per l'edificazione dell'Interporto di Frosinone. In data 16 gennaio 1998, infatti, la società SIF Spa (Società Interporto Frosinone), a capitale misto, pubblico-privato, dopo aver già ottenuto le autorizzazioni, con prescrizioni, da parte della Regione Lazio, aveva inoltrato “domanda di pronuncia di compatibilità ambientale” al Ministero dell'Ambiente, per edificare l'interporto proprio su quel sito. Dopo varie peripezie, note e contro note, correzioni del progetto e integrazioni; nonostante il decreto affermi, tra l'altro, che il sito archeologico “risulta significativamente interferito da una parte del progetto d'interporto”, che “va considerata, in proposito, la elevata valenza storica del luogo, in quanto abitata in epoca romana (resti murari sulla sommità, frammenti di cotto e tegoloni sparsi nei campi circostanti)...”, il 26 settembre 2000 il progetto viene autorizzato dall'allora Ministro dell'Ambiente Willer Bordon e dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Giovanna Melandri (Wikipedia). In esso, tuttavia, sono contenute numerose prescrizioni di cui i ministeri si riservano una “verifica di ottemperanza... in sede di progettazione esecutiva”.Frosinone SelvaMuli
Continuando nella lettura della relazione di Cerqua, allora apprendiamo che: “Nel giugno del 2004, a circa trenta anni dalla prima segnalazione del sito, in occasione della realizzazione di un Interporto Merci, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio ha intrapreso un complesso programma di ricerca, condotto mediante diversi livelli d’indagine, volto alla conoscenza e alla tutela di questo sito”. E ancora: “Le indagini effettuate dal 2004 al 2010 con quattro campagne di scavo – ciascuna di una durata di due o tre mesi – hanno così interessato un’area di circa 4 ha, nella quale sono state portate in luce strutture riferibili ad un abitato eneolitico, che certamente si estende, però, ancora in direzione nord-ovest e sud-est, e probabilmente verso nord”. Ed è proprio in occasione di tali scavi che furono effettivamente rinvenuti quei “resti murari” di epoca romana già segnalati da Biddittu negli anni Settanta, poi meglio definiti nella relazione di Cerqua, partecipante ad alcune delle ultime campagne di scavo, come “resti di una struttura in opera quadrata in grandi blocchi di tufo affiancata da un pozzo” attribuiti “ad epoca romano-repubblicana”.
Tali ritrovamenti, quindi, avevano interrotto i lavori per l'interporto. (Ma quell'area, è bene ripetere, era già soggetta al vincolo col decreto del 1982, per la presenza del solo villaggio eneolitico). A sollecitare il disbrigo della pratica presso i ministeri coinvolti, era perciò intervenuto anche l'allora Presidente della Provincia di Frosinone, Francesco Scalia; che, con una lettera poi pubblicata dal quotidiano Ciociaria Oggi il 6 agosto 2006, ringraziava l'allora Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Francesco Rutelli, per il “suo interessamento, grazie al quale tutti i lavori per il completamento dell'Interporto di Frosinone potranno celermente riprendere”. Si tratta, probabilmente, di ulteriori autorizzazioni relative a quella ““verifica di ottemperanza” in sede esecutiva delle prescrizioni apposte nel decreto del 2000, che i due ministeri avevano avocato a sé all'atto dell'approvazione del progetto; “verifica” ancor più necessaria, proprio alla luce degli intervenuti scavi a partire dal 2004.
Nella lettera sono anche richiamati i vari soggetti coinvolti nella vicenda. Scrive infatti Scalia: “Il Responsabile della Sopraintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, dott.ssa Anna Maria Moretti, e il Responsabile del procedimento, dott.ssa Sandra Gatti, con grande competenza e celerità, avevano prospettato alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio la soluzione di scavare l'area del villaggio in modo estensivo, documentando le tracce nel modo più completo possibile con rilievi accurati, riprese fotografiche anche dall'alto, eventualmente ricostruzioni in 3D, per poi autorizzare la rimozione e consentire la realizzazione dell'Interporto”. Ancora: “Ora, in tempi rapidissimi, grazie alla tua attenzione e sensibilità, arriva il via libera del Direttore Regionale Ing. Luciano Marchetti, che ringrazio per la disponibilità, e che si è pronunciato favorevolmente su quanto proposto dalla dott.ssa Moretti e dalla dott.ssa Gatti”.
Ora, a fronte di questa nostra sommaria ricostruzione (chi volesse approfondire può utilizzare, tra l'altro, le fonti riportate in coda all'articolo), si pongono alcune domande che, fino ad ora, non hanno avuto risposta. Nei giorni scorsi, perciò, l'associazione ciociara Frosinone Bella e Brutta ha risollevato opportunamente il caso, riportandolo alla nostra attenzione.

Ci chiediamo, dunque:

1) Perché nel “vincolo” apposto col decreto del 1982 (allora ministro, Vincenzo Scotti) è citato soltanto il villaggio eneolitico e non i “resti murari” di epoca romana, pur segnalati da Biddittu?
2) Dove si trovano, oggi, i reperti del villaggio eneolitico rinvenuti da Biddittu?
3) Dove, quelli rinvenuti durante gli scavi del periodo 2004-2010 relativi allo stesso villaggio?
4) Perché non è intervenuto un ulteriore vincolo da parte del Ministero, a fronte dell'effettivo ritrovamento, dopo la segnalazione di Biddittu, della “struttura in opera quadrata in grandi blocchi di tufo affiancata da un pozzo e da una serie di annessi riferibili ad un’occupazione del territorio databile ad epoca romano-repubblicana”?
5) È corretto eseguire scavi “in modo estensivo”, come suggerito da Moretti e Gatti e come autorizzato poi da tutte le altre autorità preposte, su un sito di epoca eneolitica con un'estensione di “8 ha”, e che, come riferisce la Cerqua partecipante agli scavi, “al momento sembra non trovare eguali nella penisola italiana”?
6) È possibile farlo, oltretutto in presenza di strutture murarie di epoca romano-repubblicana?
7) Era sufficiente l'autorizzazione del “Direttore Regionale”, citato da Scalia, per usare tale tecnica di scavo? O sarebbe occorso, come risulta da nostre fonti, un decreto del Consiglio dei Ministri?
8) Dove si trova, oggi, quella struttura muraria?
Queste sono solo alcune delle domande che sorgono, ad approfondire gli eventi riguardanti l'Interporto di Frosinone e quel sito archeologico di straordinario interesse. Ad esse, abbiamo cercato di dare risposte, facendo ricerche anche sul sito istituzionale della Soprintendenza Archeologica del Lazio e dell'Etruria Meridionale; ma digitando nella stringa di ricerca “Selva dei Muli” si ottiene: “ Nessun record trovato”. Come mai?
Ma a queste se ne aggiungono anche altre, di altra natura. È stata una scelta politica oculata, quella di progettare un interporto proprio su quel sito? Hanno fatto bene le autorità preposte alla cura dei beni archeologici ad assecondarla con tanta sollecitudine? A giudicare dagli esiti, si direbbe di no. A tutto questo, infatti, bisogna aggiungere, con grande sgomento, che, progettato negli anni Novanta, quell'Interporto non è mai stato realizzato, nel 2015 si è dimesso il Presidente e l'intero Consiglio di Amministrazione, con l'assenza ingiustificata della Provincia di Frosinone, e del suo Presidente, Antonio Pompeo, socio di maggioranza al 64%! Quel che c'era non c'è più; quel che doveva esserci non c'è e non ci sarà.
Insomma, distruzione senza costruzione. Una constatazione che, a pensarci dalla terrazza della città con gli occhi rivolti a sud-ovest, sembra ancora più amara.

Frosinone 21 settembre 2017
Fonti:
– Decreto del Ministero dell'Ambiente C:\Users\Alteri\Downloads\DEC-2000-5335.pdf
– Articolo Biddittu-Segre C:\Users\Alteri\Downloads\1981. Biddittu - Segre Naldini figg. riversate.pdf
– Relazione di Manuela Cerqua C:\Users\Alteri\Downloads\2011. Cerqua (ed.) figg riversate.pdf
– Lettera di Scalia a Rutelli - clicca sul link che segue per leggerlahttps://4.bp.blogspot.com/-LLAp6sP30gQ/WbV5v43Q0pI/AAAAAAAAiP8/UBIhf3Gqb68cSytqcFW9v73hLY7-M5wywCLcBGAs/s1600/Scalia.jpg
– Decreto del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali

Decreto per Sel dei Muli

lunedì 28 agosto 2017

- Prevenire gli incendi: cosa fare.

 ...e poi, ci siamo noi, con i nostri comportamenti e i nostri stili di vita... talvolta demenziali.





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"Incendi estivi, per evitarli basta poco. Ecco i consigli ed a chi rivolgersi (foto)

Da un lato ci sono i piromani di professione, autentici delinquenti, dall'altro però, ci siamo noi, con i nostri comportamenti e i nostri stili di vita. Talvolta demenziali. Ecco come prevenire gli incendi boschivi e i numeri da contattare in caso di difficoltà.




    COME PREVENIRE GLI INCENDI BOSCHIVI

    L’Italia, durante i mesi estivi, sembra il paese dei falò. Incendi e roghi dappertutto, con un doppio danno e un doppio spreco: interi pezzi di vegetazione, innanzitutto alberi, che si perdono, ed enormi rischi innanzitutto per le vite umane.
    Da un lato ci sono i piromani di professione, autentici delinquenti, che andrebbero individuati e colpiti (ma lo sapete: in Italia per questo tipo di reati c’è una sorta di impunità diffusa), dall’altro versante, però, ci siamo noi, con i nostri comportamenti e i nostri stili di vita. Talvolta demenziali.

    PREVENZIONE INCENDI BOSCHIVI

    Come spiegare, per esempio, che soltanto nella zona di Roma, ricca di pinete, siamo arrivati a 50 roghi al giorno nei mesi estivi? Ci sono i piromani, c’è l’industria del racket che agisce a colpi di incendi dolosi, c’è la siccità, e ci sono i soliti sciagurati che, per esempio, accendono qualche falò in campi dove l’erba è alta e non sono stati fatti gli interventi di sfalcio.
    Per evitare questa terza e diffusa categoria di incendi estivi, bisogna semplicemente fare qualche attenzione che qui riepiloghiamo, con l’aiuto dei migliori esperi della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco. Leggete, e scoprirete che basta davvero poco per eliminare uno spreco assurdo del nostro territorio.

    COME EVITARE GLI INCENDI BOSCHIVI

    • Non accendete falò e fuochi nei boschi durante le scampagnate e servitevi delle apposite aree attrezzate.
    • Quando fate escursioni nei boschi non parcheggiate l’automobile a contatto con l’erba secca: il calore della marmitta può innescare un incendio.
    • Non abbandonate rifiuti sul terreno, perché facilmente infiammabili, riponeteli negli appositi contenitori.

    • Nei mesi più caldi non bruciate le stoppie, la paglia e altri residui vegetali in modo incontrollato.

COSA FARE IN CASO DI INCENDIO BOSCHIVO

Chiamate uno dei seguenti numeri:
  • 115, il numero nazionale di pronto intervento del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco
  • 1515, il numero nazionale di pronto intervento del Corpo Forestale dello Stato
Tentate, se potete, di spegnerlo ma solo se siete certi di una via di fuga: una strada o un corso d’acqua.
  • In ogni caso, mettetevi con le spalle al vento, battete una frasca o un ramo verde la piccola zona incendiata fino a soffocare il fuoco.
  • Se malauguratamente rischiate di essere raggiunti dal fuoco, conviene tentare di aggirarlo lungo i fianchidove l’intensità delle fiamme è minore, passare nella zona già bruciata, e mettendovi in posizione di sicurezza, sopravento, attendete i soccorsi.
  • È bene non sostare in luoghi sovrastanti l’incendio o in zone verso le quali soffia il vento.
  • Non sostate lungo le strade in prossimità dell’incendio: potreste intralciare le squadre di intervento.
  • Se la strada è chiusa, non accodatevi e tornate indietro.

  • Non attraversate la strada invasa dal fumo e dalle fiamme.

  • Indicate alle squadre antincendio le strade o i sentieri che conoscete e mettete a disposizione le vostre riserve d’acqua".

http://www.nonsprecare.it/come-prevenire-gli-incendi-boschivi-con-la-bella-stagione

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È molto interessante anche questo documento della regione Toscana:
LA LOTTA ATTIVA AGLI INCENDI BOSCHIVI




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Clicca sull'immagine sotto per firmare la petizione...



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MIO APPELLO ALLE ISTITUZIONI



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venerdì 4 agosto 2017

- Emergenza bacino del fiume Sacco: 2 pesi e 2 misure???

- In un terreno adiacente la sponda del fiume Sacco, in territorio di Ceccano, si
nota un cartello che lascia chiaramente interpretare che la zona è interdetta
alla 
coltivazioni, pascolo e movimento terra, mentre si notano balle di fieno... -
Il 5 giugno c.a., con il Coordinamento Interprovinciale per Ambiente e Salute della Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri, abbiamo inoltrato una denuncia con richiesta di indagini, corredata di testimonianze fotografiche, al Gruppo Forestale Carabinieri di Frosinone. Tale denuncia si è resa necessaria in quando un'azienda del luogo, trasferiva le balle di fieno nella proprio allevamento ed aveva destato preoccupazione in una cittadina di Ceccano che fa parte del Coordinamento, sospettosa che le stesse sarebbero finite nella catena alimentare di produzione di tale azienda, (vedi denuncia in parte nel documento che segue poiché abbiamo omesso alcuni riferimenti anagrafici per la privacy...).



- Parte del documento di denuncia -



*************

     Con le indagini ancora in corso, da parte degli organi preposti, siamo venuti a conoscenza di un'incongruenza, rispetto alla precedente perimetrazione sulla interdizione ad uso agricolo e zootecnico riguardo alle aree ripariali e di esondazione lungo l’asta fluviale del fiume Sacco.

     Nello specifico, risulta nella Direttiva n.2 del 09/09/05, Prot. 196/05, Art. 1 Com. 3a, (allegato 1) che per i comuni da Colleferro a Supino,
Nelle aree perimetrate è fatto divieto di coltivazione di specie vegetali per l’alimentazione umana e animale”, mentre, nella disposizione n. 226 del 19 novembre 2010 prot. 2035/10, (allegato 2), si evince che per i Comuni compresi da Frosinone a Falvaterra (quindi anche per Ceccano)  che sono altrettanto aree ripariali e di esondazione, "non esiste interdizione nelle coltivazioni di specie vegetali per l’alimentazione umana e animale".

     IN TUTTO CIÒ APPAIONO ALLARMANTI ED EVIDENTI 2 PESI E 2 MISURE CHE CI HANNO SPINTO AD INOLTRARE AL MINISTERO DELL'AMBIENTE  ED ALL'ASSESSORATO AMBIENTE E RIFIUTI DELLA REGIONE LAZIO, LA PROPOSTA DI ESEGUIRE COME PRINCIPIO PRECAUZIONALE, FINO ALLE SUCCESSIVE CARATTERIZZAZIONI, L'INTERDIZIONE ALLA COLTIVAZIONE ANCHE NELLE AREE RELATIVE ALLA DISPOSIZIONE N. 226, OLTRE A VERIFICARE LA PRESENZA DEI CARTELLI SEGNALETICI E FARLI RIPRISTINARE OVE RIMOSSI. SI È CHIESTA ANCHE L'INTERDIZIONE ALLA PESCA (allegato 3).

Restiamo in attesa con ottimismo e fiducia...... e vi terremo informati.

giovedì 3 agosto 2017

- Campagna di NE’ SI BRUCIANO NE’ SI PAGANO, I RIFIUTI SI DIFFERENZIANO! Invitati i consiglieri comunali



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Campagna di NE’ SI BRUCIANO NE’ SI PAGANO, I RIFIUTI SI DIFFERENZIANO!, volta alla commisurazione del giusto tributo da pagare per la TARI 2017 e per la quantificazione del rimborso della TARI per gli anni precedenti alla luce della effettuazione del servizio di gestione dei rifiuti in grave violazione della disciplina di riferimento, come previsto dall’articolo 24 e dall’art.13 del Regolamento per l’applicazione della tassa sui rifiuti Tari.
Negli anni si è verificata una insufficiente e peraltro mai progressiva raccolta differenziata rispetto ai livelli annunciati previsti nel Capitolato di gara per l’affidamento dei servizi spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati e dei servizi complementari di igiene urbana (CAT.16 CPC 94), anno 2005, dove si prevede, art.34 Raccolta differenziata dei rifiuti urbani, di rispettare gli obblighi previsti dal d.to l.vo 22/97, aggiornato dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152
La performance di differenziata realizzata sono noti (dati ufficiali Istat): nel 2009 per il 15,3% sul totale dei rifiuti raccolti, nel 2010 al 16,8%, nel 2011 al 17,8%, nel 2012 al 17,3%; nel 2013 al 16%; nel 2014 18,52%; nel 2015 al 18%;
Tale situazione comporta un ingiustificato costo per la causale “tariffa smaltimento rifiuti”, nonché per il conferimento, presso gli impianti di produzione del combustibile derivato da rifiuti, del materiale che avrebbe potuto essere destinato alla raccolta differenziata, con conseguente aggravio dei costi componenti la tariffa, stabilita con delibera di giunta n.14 del 30/3/17 attraverso l’allegato piano finanziario 2017.
Tale iniziativa è promossa da un costituendo “sportello anticrisi” che vede una serie di associazioni e comitati organizzarsi per comprendere, bloccare, difendersi dalla pressione delle istituzioni che scaricano sui cittadini gli oneri, i costi, i disservizi, i profitti, delle privatizzazioni dei beni pubblici.
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I due moduli per l'autoriduzione e per chiedere indietro l'80% dei pagamenti degli anni precedenti (massimo 5), li metteremo a disposizione dopo l'incontro con i consiglieri comunali, (sono stati tutti invitati a partecipare insieme alla stampa), programmato per martedì 8 agosto, alle 20.30, presso la casetta di legno, nella piazza dei Cavoni.
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     "Prima di avviare la campagna, con il Coordinamento Interprovinciale per Ambiente e Salute della Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri, insieme ai promotori dell'iniziativa, "Ass. Oltre l'Occidente", abbiamo ritenuto opportuno programmare un incontro con tutti i consiglieri comunali, per coinvolgerli e condividere le azioni alle quali daremo corso subito dopo l'incontro.     Tale incontro al quale abbiamo invitato anche gli organi di stampa, si terrà il prossimo martedì, 8 agosto, alle ore 20.30, presso la casetta di legno nella piazza dei Cavoni".

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da L'Inchiesta del 09/08/2017 - Frosinone, rifiuti e Tari. Le associazioni all’unisono: «L’imperativo è differenziare»




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Da L'Inchiesta del 10/08/2017 - Dopo la riunione di martedì - Rifiuti, al via la campagna promossa dai comitati e dalle associazioni cittadine



Il nostro scopo, ovvero, lo scopo del COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE PER AMBIENTE E SALUTE DELLA VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI, è stato quello di illustrare ai presenti ed in ogni dettaglio, la questione rifiuti, con la modestia di chi non è esperto ma che si documenta ed approfondisce per il bene comune.... 
Abbiamo riscontrato con immenso piacere, infatti, grande interesse dalle parti politiche presenti, per esserne venute a conoscenza... consapevoli di non conoscere bene a fondo la materia ed i particolari di tale grave situazione!!!


Nell'incontro dell'8 agosto si è deciso che le prossime azioni che tutti insieme intraprenderemo, saranno incentrate con priorità sulla diffusione capillare dell'informazione, affinché i cittadini possano comprendere con chiarezza sintetica il problema legato alla TARI e procedere sia al pagamento ridotto che alla richiesta dei rimborsi degli anni precedenti, come previsto da regolamento.


A settembre partiremo con una grande campagna d'informazione ed azioni mirate.
CONTINUATE A SEGUIRCI PER ESSERE AGGIORNATI....!!!!

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