giovedì 26 febbraio 2015

- Cavoni all'uscita delle scuole: e il PIEDIBUS...?

Così si presenta la situazione in tutti i giorni di scuola, generalmente dalle 12.30 alle 13.30.
Il PIEDIBUS per lo meno, eviterebbe 30/40 automobili che transitano e parcheggiano, conapportando grande beneficio a traffico ed inquinamento, visto che a livello d'inquinamento, siamo la peggiore realtà nazionale già da diversi anni.
Quando abbiamo consegnato il progetto all'assessorato all'istruzione, affinché si facesse promotore pilota dell'iniziativa, non ci è parso facesse salti di gioia (forse perché è un'attività che non prevede investimenti di euro..!!!???).
Quando si è adoperato, tale assessorato, dietro nostre pressioni ed ha convocato i dirigenti scolastici, ha mostrato poco interesse, tant'è che fece un'affermazione che lasciò tutti allibiti, affermando: - "Non saranno certo dieci minuti di Piedibus ad abbattere le polveri sottili"..., insomma, un'euforia da poco... troppo poco. Ma il fatto che ci lascia più allibiti, è che assessore all'ambiente, assessore alla mobilità, sindaco e chiunque avrebbe dovuto adoperarsi per mettere in atto misure che potessero ridurre le PM10, ormai alle stelle, neanche loro hanno fatto si che tale progetto consegnato su un piatto d'argento venisse preso in considerazione, nonostante fosse stato approvato in giunta. Noi di Frosinone Bella e Brutta, insieme alla D'emilia della Maiuri, con la quale avevamo portato avanti per ben due anni la sperimentazione, riscuotendo un bel successo, c'eravamo resi disponibili a dare il nostro contributo dettato dall'esperienza vissuta negli anni precedenti. Dirò di più... che un'assessor(a) si è preoccupata solo di attaccarmi fortemente, verbalmente, dinanzi ai delegati scolastici, sostenendo che non avrei potuto pretendere appoggi dal sindaco (come se il progetto interessasse me...!!! e non loro...!!!) perché sto continuamente ad attaccarlo....!!!!????
Ma per tale assessor(a), le proposte, i suggerimenti, le segnalazioni e quanto quotidianamente di civico facciamo, viene considerato come attacchi al sindaco...???



A mio avviso, il sindaco un'altra rotazione delle co(u)lture... farebbe bene a farla... ma aprendo bene gli occhi...!!!


EVVIVA IL PIEDIBUS
ABBASSO CHI NON NE HA LA CULTURA

mercoledì 25 febbraio 2015

- Piante Anti smog: - Proposta al comune di Frosinone

Abbiamo preso tra le notizie di www.ansa.it del 21 febbraio, una soluzione innovativa ed al tempo stesso naturale per abbattere le polveri sottili: - l'inserimento nei tessuti urbani, di barriere vegetali. Immediatamente l'abbiamo girata sulla pagina facebook del comune di Frosinone, pregando l'agronomo dott. Giuseppe Sarracino di valutare se varrebbe la pena adottare tale soluzione anche a Frosinone....
La risposta è stata immediata come potete constatare nel post qui riportato e tra i Mi piace, c'è anche quello dell'assessore Francesco Trina che abbiamo raccolto con piacere:

Un provvedimento che varrebbe la pena di adottare a Frosinone... Vero dott. Giuseppe Sarracino...???

Alloro e corbezzolo per abbattere metalli pesanti e Co2 nell'aria. Per combattere l'inquinamento atmosferico arriva una una soluzione innovativa e...
ANSA.IT



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Sono poi stato informato dall'assessore Trina che l'argomento, in assessorato, era già stato trattato, come si evince nel seguente post che fu al tempo preso in considerazione...:


Particolati (Pm10, Pm2.5, Pm0.2) e fito-rimediazione: quali piante scegliere?


E' noto che la vegetazione può essere un potente strumento per mitigare l'inquinamento urbano, ma quali sono le specie migliori, avendo l'opportunità di gestire un giardino oppure nei progetti di pianificazione per il verde pubblico?

Come regole generali:


- Gli alberi sono preferibili agli arbusti, perchè l'ampiezza e la struttura delle chiome crea dei movimenti d'aria che permettono una maggiore deposizione dei particolati sulle foglie.


- Le conifere hanno un potere di assorbimento maggiore delle latifoglie.


- Le specie sempreverdi dovrebbero avere la priorità, dato che possono continuare a rimuovere inquinanti durante tutte le stagioni dell'anno 

- Tra le latifoglie, hanno una maggiore la capacità di assorbimento quelle con foglie a superficie ruvida, piuttosto che liscia.


Andando a differenziare tra le singole specie, il più completo studio sull’argomento è stato prodotto in collaborazione da ricercatori norvegesi (Norwegian Institute for Agricultural and Environmental Research) e polacchi (Warsaw University of Life Sciences), che hanno analizzato per due anni le foglie di 22 alberi e 25 arbusti comunemente coltivati in Europa a fini di vegetazione urbana (Sæbø, 2012). Le più efficaci nella rimozione dei particolati totali (pm10, pm2.5, pm0.2) sono risultate:  

- Betula pendula 
Pinus mugo 
Pinus sylvestris
- Salix cinerea
- Skimmia japonica
- Stephanandra incisa.  

Per quanto riguarda la frazione dei pm0.2, considerata la più pericolosa a causa delle loro dimensioni:  

- Betula pendula
- Pinus mugo
- Stephanandra incisa

La concentrazione di cera secretta dalle foglie e la presenza di peli predicevano entrambi la maggiore capacità di assorbimento.  

Va tenuto conto, in ogni caso, che i risultati sono riferiti solo alla superficie delle foglie, ma a sostanziale parità di efficacia andrebbero privilegiati gli alberi più grandi, o quelli che possono crescere di più a seconda del suolo e delle condizioni climatiche. 






...ed ha continuato informandomi che stanno predisponendo un protocollo d'intesa con l'Istituto Agrario di Frosinone (polo di eccellenza a livello regionale) e con loro vorrebbero attivare questa tipologia di intervento... magari coinvolgendo anche il Corpo Forestale dello Stato.
Nei prossimi giorni, appena avranno firmato il protocollo d'intesa, cominceranno ad attivarsi per avviare un primo intervento sperimentale in tal senso.
SIAMO FIDUCIOSI.

Intanto, oggi, il nostro amico Matteo Mancone del direttivo di Frosinone Bella e Brutta, ha rispolverato un articolo su www.frosinoneweb.net, del 29 ottobre 2012 che vi invito a leggere:

Alberi mangia smog


Vogliamo augurarci che l'attuale impegno assunto dall'assessorato all'ambiente non venga vanificato come nel 2012...???

lunedì 23 febbraio 2015

- Cavalli al pascolo in area Casaleno: provocano disagi e malumori tra gli sportivi che lo frequentano

Sono tante le segnalazioni di malcontento che da diverso tempo pervengono alla nostra associazione "Frosinone Bella e Brutta", da parte di frequentatori abituali o domenicali dell'area del Casaleno.
Tali segnalazioni riguardano il pascolo libero ed incontrollato di cavalli che generano disagi tra i frequentatori dei diversi complessi sportivi, oltre ai podisti e ciclisti che girano nel circuito appositamente dedicato.
Ci riferiscono che sono costretti a slalom continui, sia per evitare i cavalli che per non calpestare le innumerevoli masse di escrementi lasciati in ogni dove dagli equini. Ma la cosa peggiore è che i giovedì, tale area è utilizzata dal mercato settimanale, entro il quale vengono venduti alimenti di ogni genere che non sono garantiti a livello igienico sanitario. Abbiamo anche scritto al sindaco, vicesindaco e comandante dei vigili urbani da diversi giorni ma la situazione non è finora mutata. Nel documento inviato il 19/02/2015, suggerivo la prassi che mi era stata riferita da un funzionario della ASL e che di seguito vado a replicare:

"La Polizia Municipale "deve" verificare se i proprietari degli equini hanno la concessione al pascolo nell'area del Casaleno (suolo urbano). Nello stesso tempo la Polizia Municipale chiederà ai proprietari medesimi se i cavalli sono dotati di micro chip (numero di identificazione) con tanto dicertificato sanitario attestante il controllo dell'Anemia Infettiva equina. Gli equini non possono vagare al di fuori dell'allevamento senza certificazione di immunità all'Anemia Infettiva. La Polizia Municipale deve effettuare questi controlli e può richiedere il sopralluogo dei Veterinari del Distretto ASL di Frosinone. Se la Polizia Municipale non ottempera a ciò, può essere accusata di inadempienza del proprio dovere...".
Se ne è poi anche occupato il quotidiano L'Inchiesta con:
- Frosinone, aspettando lo Stadio

Casaleno: cavalli ed escrementi -

il 19/02/2015



Siamo in attesa, da 4 giorni, che l'assessore all'ambiente si incontri con il comandante della Polizia Municipale e ci riferisca nel merito...

Intanto..., visti i tempi della politica..., stiamo valutando seriamente l'ipotesi di andare noi direttamente ad incontrare il proprietario, per convincerlo a rimuovere tale antipatica e pericolosa situazione, sperando nel dialogo...!
Vi terremo informati.
(Luciano Bracaglia)










...e, come se non bastasse, utilizzano anche, come ricovero notturno, un'area del comune recintata (aperta...!!!), ove "doveva" essere costruito il nuovo teatro....




26/02/2015 - Invitata ad intervenire anche la ASL, Dipartimento Prevenzione.

mercoledì 18 febbraio 2015

- La Radeca 2015






Il caratteristico ballo de La Radeca





Carnevale 2015 a Frosinone si festeggia La Radeca.

La festa ha inizio verso le ore 14.00 del martedì grasso (dopo un pranzo che la tradizione vuole a base di “maccarune”) e il corteo prende il via dal rione Giardino dove è ubicata la casa del Carnevale, lascito di un facoltoso cittadino anonimo. L'allegra processione è preceduta da un carretto che trasporta una botte di vino. Procedono a breve distanza i gruppi dei “radicari”, seguiti dai rappresentanti dell'amministrazione comunale che portano il gonfalone della città. Poi viene la banda musicale che esegue ininterrottamente la canzone di carnevale ed infine il carro trainato da quattro cavalli che trasporta il “rubicondo” generale Championnet che con una mano saluta la folla e con l'altra si tiene la pancia satolla. La maggior parte dei partecipanti brandisce la “radeca” (foglia d'agave) mentre alcuni, i cosiddetti "pantanari", innalzano la cima di cavolfiore, come segno di appartenenza ad una fascia rurale.
Con tali “armi” si accompagnano nel ballo con una canzone che in una prima parte risulta lenta, a ricordare i soprusi subiti e l'oppressione di un popolo, e nella seconda parte più allegra a testimonianza della ritrovata libertà. Durante quest'ultima fase, più vivace, nella strada i radicari e i pantanari si scatenano in uno sfrenato saltarello, eseguito in vari cerchi, esclamando all'unisono un cadenzato “esseglie', esseglie', esseglie'!”, e da un allegro ritornello che rimanda ai temi della fertilità e della virilità: “I s'è ammusciata la radeca, nen s' aradrizza chiù!”.
Alla fine della giornata, il tradizionale fantoccio del generale Championnet verrà messo al rogo dopo la lettura del testamento e l'intervento del “notaro” che in punta di satira sbeffeggia i potenti come accadeva nel Settecento. La festa continua fino a tardi con la distribuzione di vino, fettuccine e maccheroni fini fini al grido di Euiua Carnuale, Euiua la Radeca!.


La canzone de Carnuale

Carnuale uiecchie i pazze, / s'è 'mpegnate glie matarazze,
i la moglie pe' dispiette / s'è 'mpegnata glie scallaliette.
Essegliè, essegliè, essegliè...
I s'è ammusciata la radeca
nen s' aradrizza chiù!
Carnuale è 'ne bon' ome: / tè la faccia de galantome,
uà gerenne pe' Frusenone / pe' magnasse gli maccarune.
Nui che seme urtulane /i sapeme bene culteuà,
piantereme la rauanella / viva sempre la radechella!
Essegliè, essegliè, essegliè...
I s'è ammusciata la radeca
nen s' aradrizza chiù!

mercoledì 11 febbraio 2015

- Terme Romane interrogazione Spilabotte Scalia al ministro per i Beni Culturali


Dal sito www.senato.it

L'interrogazione di Spilabotte - Scalia al Ministro per i Beni Culturali sulle Terme Romane di Via De Matthaeis.

del 16/12/2014

"SPILABOTTE, SCALIA - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:
il Comune di Frosinone ha rilasciato autorizzazioni a costruire edifici nella cosiddetta "Area De Matthaeis"; nell'area era già stata autorizzata la costruzione di un parcheggio, seppellendo conseguentemente le antiche terme;
la Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, con le note protocollari n. 568, 569, 574, 579, 581, 586 del 16 gennaio 2013 e, su specifica richiesta del Settore pianificazione territoriale, SUE e ambiente del Comune di Frosinone, registrata al protocollo con il n. 9163 del 1° febbraio 2013, ha inviato all'amministrazione comunale di Frosinone, con nota prot. n. 2734 del 7 marzo 2013, la Relazione tecnica storico-archeologicacon il relativo stralcio catastale al fine di avviare il procedimento di dichiarazione di interesse culturale dell'intera "Area De Matthaeis".
la Soprintendenza, quale organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, con l'avvio del procedimento in oggetto propone di sottoporre a vincolo dichiarativo e a prescrizioni di tutela indiretta i ritrovamenti di competenza accertati negli anni 2000, 2005 e 2007 in corrispondenza della sede stradale di via G. De Matthaeis e negli immobili di proprietà comunale (F° 58, pp.cc. 257/P, 258) e privata (F° 58, pp.cc. 99, 159/P, 162/P, 524/P), ricadenti tutti in zona già interamente tutelata da vincolo paesaggistico e riconosciuta quale area a connotazione specifica per la realizzazione di parchi archeologici e culturali in sede di Piano territoriale paesistico regionale, alla relazione tecnica storico-archeologica emerge che i ritrovamenti che la Soprintendenza intende sottoporre a tutela appartengono ad un edificio termale di epoca romana tardo-imperiale, accessibile da Nord attraverso una rampa basolata,scoperta solo in minima parte, che doveva collegare l'edificio imperiale al presumibile tracciato dell'antica via Latina, corrispondente al bene lineare tipizzato da PTPR tl_0307;
le terme di età imperiale (III-IV sec. d.C.) risultano impiantate su edifici preesistenti riferiti ad epoca romana medio e tardo-repubblicana, anche questi scoperti, come il basolato stradale di cui sopra, solo in minima parte; le strutture di tali edifici repubblicani (III-I sec. a.C.), distinguibili nella planimetria di scavo edita nel 2010, proseguono oltre le strutture attribuite alle terme imperiali e oltre i limiti di scavo, sia a nord-ovest verso la P.C. 257 di proprietà comunale, sia a sud-est verso la P.C. 159 di proprietà privata;
considerato che:
l'insieme dei beni di interesse scoperti nel corso dei molteplici scavi condotti dalla competente Soprintendenza appaiono riferibili ad un complesso archeologico unitario, comprensivo degli effetti di una intensa e ininterrotta occupazione antropica del sito in un arco di tempo plurisecolare compreso tra il IX sec. a.C. e il III-IV sec. d.C., configurabile quale area archeologica;
la lettera d) dell'articolo 101, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dispone che: "Si intende per «area archeologica», un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o strutture preistorici o di età antica";
la Direzione regionale per i beni culturali e del paesaggio del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con ultima nota prot. n. 15513 del 16 agosto 2012, ha ulteriormente rinnovato al Ministero competente la richiesta già formulata in data 14 maggio 2012 con nota n. 9135, volta a ridefinire l'area archeologica alla luce dei rinvenimenti più recenti, al fine di individuare un limite certo per la tutela diretta e valutare conseguentemente l'estensione dell'eventuale relativa area di rispetto, aggiornando in tal senso sia la relazione che la planimetria da allegare alla proposta di tutela dell'area "De Matthaeis",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, alla luce dei fatti esposti nonché dei recenti scandali che hanno coinvolto la Soprintendenza di Frosinone, non ritenga opportuno intraprendere iniziative al fine di tutelare e salvaguardare un'area ove insistono ritrovamenti archeologici e storici di rilevante importanza;
se non ritenga altresì opportuno adottare i provvedimenti necessari al fine di trasformare l'area citata in un parco archeologico da integrare alla villa, includendovi a tal fine anche le terme romane da ultimo rinvenute.
(3-01103)"


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Risposta


"Il sottosegretario Ilaria BORLETTI DELL'ACQUA risponde indi all'interrogazione n. 3-01103 della senatrice Spilabotte sulla tutela dell'area archeologica "De Matthaeis" di Frosinone, precisando che l'area citata è un complesso di Terme di epoca romana, in parte distrutte dalla costruzione di un fabbricato degli anni Sessanta del secolo XX e rinvenute per opera e cura della competente Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, in occasione di una richiesta di autorizzazione da parte dei privati proprietari per la realizzazione di parcheggi interrati di pertinenza. Specifica in particolare che sulla zona sono stati apposti specifici provvedimenti di vincolo, con decreto dirigenziale del 24 aprile 2013 per l'area di proprietà comunale e con decreto dirigenziale del 10 maggio 2013 per l'area in proprietà privata. Puntualizza peraltro che, a seguito dei ritrovamenti delle strutture di interesse archeologico, la competente Soprintendenza non autorizzò la realizzazione dei parcheggi interrati, che vennero effettuati a raso su una pavimentazione a carattere di rimovibilità.
Con l’occasione chiarisce che la Soprintendenza, in subordine alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, che provvede alla emanazione di tali provvedimenti, è il soggetto deputato all'esercizio della tutela archeologica. Nei casi nei quali, come in quello all’esame, si renda necessario procedere all’avvio dei procedimenti di vincolo, gli enti territoriali sono semplicemente informati dell'atto dell'apposizione dei provvedimenti, così come previsto dalla legge n. 241 del 1990, laddove essi siano proprietari dei terreni interessati dal provvedimento, ma essi non sono coinvolti in alcun modo nel procedimento di apposizione del vincolo.
Nel merito, tiene altresì a precisare come non tutti i rinvenimenti archeologici diano luogo alla necessità di sottoporre a vincolo i terreni interessati, sia per ragioni di cattiva conservazione o intrinseca modestia di quanto rinvenuto, sia per la possibilità di rimozione dei rinvenimenti o perché essi possono consistere in entità "negative", cosicché la conoscenza di essi non si possa altrimenti conseguire che con la consunzione della stessa loro materialità. Questo appare dunque il caso dei rinvenimenti dell'area De Matthaeis per quanto concerne il periodo preromano: essi hanno fornito dati assai interessanti, sotto il profilo scientifico, sulle vicende storiche dell'insediamento umano nell'area di Frosinone bassa. Dati che, affinati e ricompresi in un quadro d'insieme, varranno ad illustrare convenientemente i materiali recuperati negli scavi, mentre solo le strutture di età romana, segnatamente le terme, hanno necessitato e richiesto un provvedimento di tutela che ne potesse impedire distruzione e manomissioni ulteriori, con l'apposizione di un vincolo indiretto volto ad assicurare le condizioni per una loro futura valorizzazione.
In conclusione, afferma che tale valorizzazione, da attuare con il concorso dell'ente locale, potrà attuarsi appena reperite le risorse, eventualmente unificando l'area delle Terme con il terreno della Villa Comunale, nel qual caso si provvederà a predisporre gli atti volti alla rimozione del citato parcheggio a raso, come da prescrizioni a suo tempo dettate; in ogni caso, secondo la competente Soprintendenza al momento attuale i livelli di tutela assicurati all'area risultano sufficienti.
La senatrice SPILABOTTE (PD) si dichiara soddisfatta della risposta, ringraziando il Governo e il Presidente per aver compreso l'importanza di calendarizzare l'interrogazione. Riferisce infatti che sul territorio si era diffusa la preoccupazione che fossero stati rilasciati permessi di costruire su aree protette. Ciò è stato inoltre aggravato dagli scandali che hanno interessato la Sovrintendenza, proprio per episodi di corruzione. Sottolinea dunque che lavorerà in stretto contatto con il Comune affinché vengano adeguatamente contemperati gli interessi dei privati con quelli pubblici di tutela, augurandosi conclusivamente che si reperiscano le risorse necessarie".

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Comunicato stampa della Consulta delle Associazioni da Atuttapagina

«Le associazioni, i comitati ed i cittadini del capoluogo gridano forte la loro protesta e la loro indignazione nei confronti del Ministero per i Beni Culturali per la risposta all’interrogazione presentata dai senatori Maria Spilabotte e Francesco Scalia sulle Terme Romane e sul sito archeologico di via De Matthaeis, a Frosinone». Lo afferma Francesco Notarcola, presidente della Consulta delle associazioni della città di Frosinone.
«Dopo una lunga attesa durata sei mesi – prosegue Notarcola – la montagna ha partorito il topolino. Il Ministero attraverso il sottosegretario ha, con cognizione di causa e per scelta politica, evaso le richieste contenute nell’interrogazione». In questa si chiedeva al ministro:
1) quali azioni intendesse intraprendere al fine di tutelare e salvaguardare un’area dove insistono ritrovamenti archeologici e storici di rilevante importanza;
2) se non ritenesse opportuno adottare i provvedimenti necessari al fine di trasformare l’area in un parco archeologico da integrare alla villa, includendovi a tal fine anche le Terme romane.
«Ma, con un linguaggio piatto e noioso, degno di un qualsiasi burocrate dello Stato, ci è stata riproposta un’argomentazione logora e vecchia, da sempre contestata in tutte le sedi con dossier e controdeduzioni dai cittadini e dall’associazionismo del territorio, che da anni si battono in luogo di Istituzioni e Autorità contro gli interessi della speculazione edilizia, per salvare e valorizzare reperti archeologici di grande pregio, ancora invisibili per i cittadini di Frosinone», afferma la Consulta delle associazioni della città di Frosinone.
«Purtroppo quando il sottosegretario afferma che la valorizzazione del sito archeologico “con il concorso dell’ente locale potrà attuarsi appena reperite le risorse”, ci sembra di rileggere le parole della Soprintendenza nel lontano 2011, quando nella lettera di risposta alle associazioni sottolineava che a impedire la valorizzazione del complesso fu “la mancanza di risorse sia da parte del Comune che della Soprintendenza”. Da un ministro dei Beni Culturali della Repubblica Italiana ci aspettavamo un contributo concreto e un’ipotesi progettuale per poter avviare finalmente la valorizzazione dell’intera area di De Matthaeis, ricostruendo l’antico villaggio dei nostri antenati e riscoprendo le Terme Romane. Quest’ultimo grande patrimonio è ancora seppellito sotto un parcheggio concesso per 60 anni ad un privato all'”imponente” cifra di 69 mila euro (circa 1.000 euro l’anno), con cui il Comune ha sicuramente risanato i suoi bilanci. Le associazioni ritengono, invece, da sempre che il bilancio dissestato del capoluogo potrebbe rifiorire a nuova vita puntando in maniera decisa sulla valorizzazione delle risorse e dei tesori locali. Grazie ministro per tanta generosità», conclude con amaro sarcasmo Francesco Notarcola.


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Condivido il parere di un esperto che ha studiato molto il caso: 

- "A mio parere la risposta del Ministero, identica alle precedenti affermazioni della soprintendenza, conferma l'incompatibilità della costruzione (cosi come progettata) rispetto alle esigenze di futura (prevista) valorizzazione.
Purtroppo l'interrogazione non conteneva un punto saliente della nostra battaglia: la necessita'di ulteriori accertamenti sull'area non scavata e la possibile estensione del vincolo.
Di ciò, invece, è informato il comune di Frosinone con le osservazioni ex l.241/90 che non hanno ottenuto ancora alcuna risposta tantomeno azioni di accertamento o solleciti alla soprintendenza o altri enti sovraordinati!".

Deduco da ciò che cercano di allontanarsi dalle giuste azioni da adottare... Glissano per intenderci.....

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Le reazioni infuriate di Frusone del 5 stelle: