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martedì 6 dicembre 2016

- Chiediamo i danni alla Pubblica Amministrazione per l'aria inquinata ?



Chiediamo un risarcimento per l'inquinamento da polveri sottili ? Una vera e propria class action tra cittadini che si avvalgono delle associazioni, comprese quelle per i diritti del malato.
La facciamo nei confronti del ministero dell’ambiente, della Regione Lazio, della Provincia ed al proprio comune di residenza.

Perché?

Perché la pubblica amministrazione non ha forse peccato d’inerzia nel tutelare - come le è invece demandato - determinati diritti soggettivi che devono essere costituzionalmente garantiti?
In particolare, il diritto alla salute e il diritto a vivere in luoghi salubri. Diritti che secondo come dovrebbe essere impostato il ricorso sono invece lesi dall'inquinamento da polveri sottili e dai continui sforamenti ai limiti di concentrazione previsti dalla legge.

Ci sono realtà dove già migliaia di cittadini hanno firmato un ricorso, chiedendo un risarcimento di 2mila euro che a mio avviso sono troppo pochi ma penso anche che, chiedere di più, indurrebbe il giudice a non procedere ad un risarcimento.

Potremmo chiedere il supporto di Codici per un consiglio su come procedere e farci supportare anche dall'Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente.

Apriamo una discussione per poi procedere ???

venerdì 2 dicembre 2016

- Auguri di Natale tra amici della stecena, gruppo anni 50... circa

01/12/2016

Cena di auguri natalizi tra amici della Stecena di Frosinone. Colta l'occasione, parlando del più e del meno, per lanciare un appello, da tutti condiviso, al sindaco Nicola Ottaviani, al fine di scongiurare il paventato pericolo d'installare una centrale a biomasse a Frosinone, ove di polveri sottili ce ne sono già abbastanza per causare malattie e morte ai cittadini...
Se poi il sindaco intervenisse anche sulle dichiarazioni rilasciate dall'assessore regionale Buschini e cercasse di fare chiarezza sugli stanziamenti a favore delle CO2 anziché per abbattere le polveri sottili, tutti gliene saremmo grati....


Il video con messaggio per il sindaco Nicola Ottaviani

- Viale Parigi al... lumicino

        Mi vien da pensare che qualche cosca balorda... abbia imposto al comune di Frosinone di lasciare al buio e per sempre VIALE PARIGI...

          Siamo nel 2016 ed un quartiere popoloso quale è Cavoni, si trova con una strada senza illuminazione pubblica... ridotta al lumicino, come potete vedere dalla foto.

           I pali che furono segati e rimossi, nel dicembre del 2015, grazie alle segnalazioni fatte dal caro Matteo Battisti perchè arrugginiti e pericolosi, [vedi QUI], non sono stati mai più rimessi. Ai 2 o 3 lampioni rimasti in piedi, non sono ancora state sostituie le vecchie lampade con i nuovi led, mentre, tutte le altre strade,
sono state adeguate...
  Ci sono anche Via Berna e la piastra che da sempre si trovano nelle peggiori condizioni, al buio.

"A pensar male si fa peccato ma spesso ci s'indovina...!!!"

==O== 

 Ottimo contributo da L'Inchiesta [QUI]
o sulla foto....
http://www.linchiestaquotidiano.it/news/2016/12/03/frosinone---cavoni-e-centro-storico-al-buio/15808




Frosinone - Cavoni e centro storico al buio
FROSINONE - «Siamo nel 2016 ed un quartiere popoloso quale quello dei Cavoni, si trova con una strada senza illuminazione pubblica...ridotta al lumicino». A denunciare il fatto è Luciano Bracaglia, presidente onorario dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta”. Con l’aggiudicazione dell'appalto degli impianti d’illuminazione pubblica, il Comune da alcuni mesi a questa parte, sta provvedendo a sistemare o ripristinare gli impianti in varie zone del capoluogo. Mentre la macchina amministrativa sembra essere in moto, però, alcuni cittadini sono rimasti completamente al buio. Ad alzare la voce sono gli abitanti dei Cavoni e, tra loro, Luciano Bracaglia. «I pali che furono segati e rimossi, nel dicembre del 2015, grazie alle segnalazioni fatte dal caro Matteo Battisti perché arrugginiti e pericolosi, non sono stati mai più rimessi - dice Bracaglia - Ai due o tre lampioni rimasti in piedi non sono ancora state sostituite le vecchie lampade con i nuovi led, mentre, tutte le altre strade, sono state adeguate». La descrizione del presidente onorario dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta” è di per sè molto chiara. Nella zona dei Cavoni, che in altre occasioni è stata definita dagli stessi residenti come «il quartiere degli scordati», ci sono alcune arterie stradali nelle quali l’illuminazione è carente. Come racconta Bracaglia infatti molti pali della luce pericolanti furono rimossi grazie ai numerosi “allarmi” lanciati dai residenti. A dicembre dello scorso anno, tramite l’intervento dei Vigili del Fuoco, ne furono eliminati all’incirca otto, dislocati principalmente tra viale Madrid e viale Parigi. Ancora oggi però, secondo quanto testimoniano nella zona, l’impianto d’illuminazione è malfunzionante. «Ci sono anche Via Berna e la piastra che da sempre si trovano nelle peggiori condizioni, al buio» dice ancora Bracaglia.
I disagi che possono verificarsi a seguito dell’oscurità che avvolge un intero quartiere possono essere molteplici e, come sottolineava spesso anche il compianto presidente del centro anziani dei Cavoni, Matteo Battisti «l’oscurità potrebbe favorire atti vandalici - o peggio - malintenzionati». Luciano Bracaglia poi, in più occasioni, ha anche ricordato che durante un incontro del direttivo dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta” risalente all’aprile scorso, l’assessore Sergio Crescenzi nella riunione dichiarò: «Presto sostituiranno le vecchie luci con lampade a led». «Quando?» si chiedono allora i residenti, che, in attesa di risposte, restano sia allo “scuro” che all’oscuro. Intanto ieri ad alzare la voce sul tema dell’illuminazione pubblica sono stati anche alcuni residenti del centro storico. «Sono due giorni che siamo senza illuminazione pubblica in diverse zone del centro storico: via del Plebiscito, zona Santa Maria, via Rattazzi, via Angeloni. Abbiamo segnalato già giovedì sera la questione ai Vigili e ci è stato riferito che ci sarebbero stati subito degli interventi. Invece la situazione non è cambiata». Anche ieri sera, insomma, una porzione di centro storico è rimasta al buio. «Noi paghiamo le tasse e ci tocca girare con l’accendino per farci luce».
Luca Claretti DA L'INCHIESTA QUOTIDIANO IN EDICOLA
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Frosinone - Cavoni e centro storico al buio
FROSINONE - «Siamo nel 2016 ed un quartiere popoloso quale quello dei Cavoni, si trova con una strada senza illuminazione pubblica...ridotta al lumicino». A denunciare il fatto è Luciano Bracaglia, presidente onorario dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta”. Con l’aggiudicazione dell'appalto degli impianti d’illuminazione pubblica, il Comune da alcuni mesi a questa parte, sta provvedendo a sistemare o ripristinare gli impianti in varie zone del capoluogo. Mentre la macchina amministrativa sembra essere in moto, però, alcuni cittadini sono rimasti completamente al buio. Ad alzare la voce sono gli abitanti dei Cavoni e, tra loro, Luciano Bracaglia. «I pali che furono segati e rimossi, nel dicembre del 2015, grazie alle segnalazioni fatte dal caro Matteo Battisti perché arrugginiti e pericolosi, non sono stati mai più rimessi - dice Bracaglia - Ai due o tre lampioni rimasti in piedi non sono ancora state sostituite le vecchie lampade con i nuovi led, mentre, tutte le altre strade, sono state adeguate». La descrizione del presidente onorario dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta” è di per sè molto chiara. Nella zona dei Cavoni, che in altre occasioni è stata definita dagli stessi residenti come «il quartiere degli scordati», ci sono alcune arterie stradali nelle quali l’illuminazione è carente. Come racconta Bracaglia infatti molti pali della luce pericolanti furono rimossi grazie ai numerosi “allarmi” lanciati dai residenti. A dicembre dello scorso anno, tramite l’intervento dei Vigili del Fuoco, ne furono eliminati all’incirca otto, dislocati principalmente tra viale Madrid e viale Parigi. Ancora oggi però, secondo quanto testimoniano nella zona, l’impianto d’illuminazione è malfunzionante. «Ci sono anche Via Berna e la piastra che da sempre si trovano nelle peggiori condizioni, al buio» dice ancora Bracaglia.
I disagi che possono verificarsi a seguito dell’oscurità che avvolge un intero quartiere possono essere molteplici e, come sottolineava spesso anche il compianto presidente del centro anziani dei Cavoni, Matteo Battisti «l’oscurità potrebbe favorire atti vandalici - o peggio - malintenzionati». Luciano Bracaglia poi, in più occasioni, ha anche ricordato che durante un incontro del direttivo dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta” risalente all’aprile scorso, l’assessore Sergio Crescenzi nella riunione dichiarò: «Presto sostituiranno le vecchie luci con lampade a led». «Quando?» si chiedono allora i residenti, che, in attesa di risposte, restano sia allo “scuro” che all’oscuro. Intanto ieri ad alzare la voce sul tema dell’illuminazione pubblica sono stati anche alcuni residenti del centro storico. «Sono due giorni che siamo senza illuminazione pubblica in diverse zone del centro storico: via del Plebiscito, zona Santa Maria, via Rattazzi, via Angeloni. Abbiamo segnalato già giovedì sera la questione ai Vigili e ci è stato riferito che ci sarebbero stati subito degli interventi. Invece la situazione non è cambiata». Anche ieri sera, insomma, una porzione di centro storico è rimasta al buio. «Noi paghiamo le tasse e ci tocca girare con l’accendino per farci luce».
Luca Claretti DA L'INCHIESTA QUOTIDIANO IN EDICOLA
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Frosinone - Cavoni e centro storico al buio
FROSINONE - «Siamo nel 2016 ed un quartiere popoloso quale quello dei Cavoni, si trova con una strada senza illuminazione pubblica...ridotta al lumicino». A denunciare il fatto è Luciano Bracaglia, presidente onorario dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta”. Con l’aggiudicazione dell'appalto degli impianti d’illuminazione pubblica, il Comune da alcuni mesi a questa parte, sta provvedendo a sistemare o ripristinare gli impianti in varie zone del capoluogo. Mentre la macchina amministrativa sembra essere in moto, però, alcuni cittadini sono rimasti completamente al buio. Ad alzare la voce sono gli abitanti dei Cavoni e, tra loro, Luciano Bracaglia. «I pali che furono segati e rimossi, nel dicembre del 2015, grazie alle segnalazioni fatte dal caro Matteo Battisti perché arrugginiti e pericolosi, non sono stati mai più rimessi - dice Bracaglia - Ai due o tre lampioni rimasti in piedi non sono ancora state sostituite le vecchie lampade con i nuovi led, mentre, tutte le altre strade, sono state adeguate». La descrizione del presidente onorario dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta” è di per sè molto chiara. Nella zona dei Cavoni, che in altre occasioni è stata definita dagli stessi residenti come «il quartiere degli scordati», ci sono alcune arterie stradali nelle quali l’illuminazione è carente. Come racconta Bracaglia infatti molti pali della luce pericolanti furono rimossi grazie ai numerosi “allarmi” lanciati dai residenti. A dicembre dello scorso anno, tramite l’intervento dei Vigili del Fuoco, ne furono eliminati all’incirca otto, dislocati principalmente tra viale Madrid e viale Parigi. Ancora oggi però, secondo quanto testimoniano nella zona, l’impianto d’illuminazione è malfunzionante. «Ci sono anche Via Berna e la piastra che da sempre si trovano nelle peggiori condizioni, al buio» dice ancora Bracaglia.
I disagi che possono verificarsi a seguito dell’oscurità che avvolge un intero quartiere possono essere molteplici e, come sottolineava spesso anche il compianto presidente del centro anziani dei Cavoni, Matteo Battisti «l’oscurità potrebbe favorire atti vandalici - o peggio - malintenzionati». Luciano Bracaglia poi, in più occasioni, ha anche ricordato che durante un incontro del direttivo dell’associazione “Frosinone Bella & Brutta” risalente all’aprile scorso, l’assessore Sergio Crescenzi nella riunione dichiarò: «Presto sostituiranno le vecchie luci con lampade a led». «Quando?» si chiedono allora i residenti, che, in attesa di risposte, restano sia allo “scuro” che all’oscuro. Intanto ieri ad alzare la voce sul tema dell’illuminazione pubblica sono stati anche alcuni residenti del centro storico. «Sono due giorni che siamo senza illuminazione pubblica in diverse zone del centro storico: via del Plebiscito, zona Santa Maria, via Rattazzi, via Angeloni. Abbiamo segnalato già giovedì sera la questione ai Vigili e ci è stato riferito che ci sarebbero stati subito degli interventi. Invece la situazione non è cambiata». Anche ieri sera, insomma, una porzione di centro storico è rimasta al buio. «Noi paghiamo le tasse e ci tocca girare con l’accendino per farci luce».
Luca Claretti DA L'INCHIESTA QUOTIDIANO IN EDICOLA
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sabato 26 novembre 2016

- Evviva l'Art 1 della Costituzione: "La sovranità appartiene al popolo"

 24 novembre 2016: - Il Popolo Sovrano -
(Salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone)



Il programma dell'evento

PRIMA ASSEMBLEA DEI COMUNI DELL’AMBITO DI BACINO IDROGRAFICO SACCO


I cittadini si riuniscono
In applicazione della Legge Regionale n. 5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque” è convocata l’Assemblea dei comuni per il giorno 24/11/2016 alle ore 17.00, presso il Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone, per la discussione del seguente ordine del giorno:

- Risoluzione del contratto con il gestore Acea Ato5 S.p.a.
- Revoca dell’incarico alla Segreteria Tecnica Operativa.
- Avvio del processo di ripubblicizzazione della gestione del Servizio Idrico Integrato.
- Rapporti e solidarietà con l’ABI Liri-Garigliano
- Costituzione della Società di diritto pubblico (Azienda speciale) ABC (Acqua Bene Comune) Sacco.
- Reperimento finanziamenti necessari alla gestione.
- Varie ed eventuali.

Interventi per illustrare il loro parere tecnico:
Prof. Alberto Lucarelli
ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università di Napoli Federico II

Dott. Bengasi Battisti
fondatore del Coordinamento nazionale Enti locali per l’Acqua Bene Comune

Dott. Andrea Baranes
direttore dell’Osservatorio Finanza

Tutti potevano partecipare, addirittura i Sindaci e la stampa.
Gli atti relativi all’Assemblea dei comuni dell’ABI Sacco sono disponibili sul gruppo fb Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone.

Distinti saluti
Il Comitato provinciale Acqua Pubblica Frosinone





Conclusioni
"Quando si tratta di bene comune, ogni cittadino è sindaco... Cerchiamo di esserlo tutti..."

Io c'ero e rappresentavo simbolicamente il sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio
 

          Il 24 novembre 2016, alla presenza di un folto pubblico (fortemente in*******), ci siamo riuniti presso il salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone i 45 sindaci dell'autorità di bacino idrico Sacco, così come definito dalla legge regionale 5 sulla gestione del servizio idrico. L'assemblea ha approvato la definitiva rescissione del contratto con Acea e l'avvio dell'iter per la costituzione di un'Azienda Speciale di diritto pubblico per la gestione partecipata dell'erogazione idrica. Il comune di Patrica era rappresentato da Luciano Bracaglia delegato del sindaco.
La fascia, la riconsegno virtualmente al sindaco titolare Lucio Fiordalisio


Prove in anticipo alla risoluzione effettiva... è il popolo ciociaro SOVRANO che lo chiede...

SINDACI, ORA TOCCA A VOI


===%===

L'Inchiesta sempre presente 
.


==O==




Il video dell'assemblea

domenica 13 novembre 2016

- Malati di PM e non di CO2. L'assessore Buschini chiarisca.

Si è svolto, dal 3 al 6 novembre, all'auditorium San Paolo ai Cavoni, il XIII Forum internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura.
L'evento che si sarebbe dovuta svolgere a Rieti, è stato spostato a Frosinone, a causa del terremoto.
Esponenti a livello mondiale che lottano per difendere i propri territori contro i cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale, si sono succeduti nella tre giorni.
In un articolo di Ciociaria Oggi del 5 novembre, è apparsa la seguente dichiarazione dell'assessore regionale Buschini:


Appresa tale notizia, alcune associazioni, insieme a quella dei Medici di Famiglia per l'Ambiente, ci siamo allarmati, in quanto, essendo già preoccupati per il pericolo che incombe sulla nostra città, già fortemente inquinata dalle PM ed in virtù del rischio che potrebbe essere costruita una centrale a biomassa in zona aeroporto e non trascurando i risultati allarmanti sulla salute, scaturiti dalle indagini mediche effettuate tramite opportuni questionari dai Medici di Famiglia per l'Ambiente, ci siamo subito mobilizzati.
Abbiamo ritenuto opportuno discutere del problema in un incontro avvenuto presso la saletta delle arti ed abbiamo approntato una richiesta formale di chiarimenti che abbiamo inviato oggi all'assessore Buschini.

"All'Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti – Regione Lazio Mauro Buschini

Oggetto: richiesta all'assessore all'ambiente Regione Lazio di spiegazione di quanto attribuitogli, a mezzo stampa, in merito a sua affermazione circa il record da inquinamento da CO2 a Frosinone e relative e sequenziali conseguenze operative.

Premessa: Sulla testata giornalistica Ciociaria oggi del 5 /11/16 è riportato, con attribuzione a Lei, assessore Buschini, quanto segue: "…..a breve la Regione Lazio stanzierà 10 milioni di euro per interventi di prevenzione sulle emissioni di CO2 nella città di Frosinone....” che “.... detiene il triste record di emissione di CO2 in Italia... I finanziamenti destinati al settore del riscaldamento derivante da biomasse....” E' a tutti noto che l'inquinamento che affligge Frosinone e per il quale la città detiene il record nazionale è da polveri sottili: PM 10 e 2,5 misurate dalle centraline ARPA e non certo da CO2 (anidride carbonica), come da Lei affermato.
Le Associazioni in calce firmatarie esprimono la massima preoccupazione circa la possibilità che non si tratti di un refuso ma di Sua precisa volontà di parlare di CO2 (anidride carbonica) e non di polveri sottili. In termini pratici significa, a nostro avviso e percezione, aver spostato l'attenzione dalle polveri sottili, emergenza insostenibile per la città di Frosinone in quanto responsabili di un’alta percentuale di malattie e di decessi nel nostro territorio, al problema del riscaldamento globale della terra da CO2 ovvero all'effetto serra. Per la CO2 trattasi di dimensione e settore di intervento ambientale di interesse mondiale, rispetto al quale l'intervento localistico, da Lei annunciato, risulta infinitesimale e irrilevante nella risoluzione del problema planetario e soprattutto distogliente rispetto l'urgenza prioritaria di garantire la salute degli abitanti della Valle del Sacco, malati di PM e non di CO2. Le significhiamo che la CO2 non è inquinante per l'uomo ma per il pianeta, tanto è vero che non è oggetto di rilevamento da parte delle centraline ARPA, che notoriamente misurano solo gli inquinanti ad effetto diretto sulla salute dell'uomo, quali, appunto, le PM. Come ha potuto ed in base a cosa, affermare che Frosinone detiene il record da CO2 (anidride carbonica)? Non possiamo accettare la confusione tra CO2 e PM da Lei operata, in quanto gli interventi atti a ridurre la concentrazione delle due sostanze: PM (polveri sottili) e CO2 (anidride carbonica), sono diversi. In particolare gli impianti di produzione energetica a biomasse, contribuenti a ridurre la CO2, concetto peraltro attualmente messo molto in dubbio e discussione dal mondo scientifico, sono indiscutibilmente forti produttori di polveri sottili e quindi assolutamente da evitare nella nostra Valle del Sacco già avvelenata da dette polveri.
Rischieremmo, qualora si volesse intervenire sulla riduzione della produzione di CO2 invece che su quella delle PM, di incrementare, attraverso le biomasse da Lei annunciate, proprio le PM, vere responsabili di malattie gravi e di morte in misura proporzionale al loro aumento.
Auspichiamo assessore, che ci faccia conoscere, al più presto, le linee guida regionali sulle biomasse, determinanti per quanto concerne le future scelte.
Chiediamo pertanto, assessore Buschini, che Lei chiarisca se si sia trattato di errore o se si sia artatamente inteso porre il problema generale della CO2 per fini confondenti e impropriamente giustificativi la realizzazione di impianti a biomasse nel nostro e nel suo territorio di provenienza.
Chiediamo altresì, nel rispetto del suo ruolo, che prevede la responsabilità delle scelte e degli indirizzi per contrastare il mortale inquinamento di Frosinone, quello vero, quello da PM certificate, che ritenga etico ed urgente abolire qualsiasi programma che induca ogni ulteriore produzione di polveri sottili.
Chiediamo che, in modo non ambiguo, si impegni per impedire l'istallazione degli impianti a biomasse a Frosinone e nella Valle del Sacco, che nessun giustificativo trovano in rapporto alla gravità della compromissione dello stato di salute della popolazione.
Auspichiamo una sua profonda riflessione ed attendiamo cortese, rapida e positiva risposta sulla non realizzazione delle biomasse nel nostro e suo territorio.
Le associazioni firmatarie: Frosinone 2020, Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone e Provincia, Frosinone Bella e Brutta, Coordinamento di Frosinone Salviamo il Paesaggio, Osservatorio Peppino Impastato, AVIS, Associazione Donfrancesco, AIL, Regola d'oro, Il Ponte, GASP Frosinone, Associazione Regenesi, Vivere in Salute, Zerotremilacento, Comitato Acqua Pubblica Frosinone.

Frosinone, 12 novembre 2016"

Restiamo in attesa e fiduciosi che l'assessore ci dia presto una cortese risposta.

Presto promuoveremo incontri e diffonderemo materiali informativi, per far conoscere ai cittadini gli esiti drammatici delle indagini mediche effettuate e le azioni che saranno messe in campo per scongiurare il pericolo di decisioni scellerate che possano contribuire ad aggravare ulteriormente la già pesante situazione nella nostra città.

I FINANZIAMENTI DELLA REGIONE SONO NECESSARI PER RIDURRE L'INQUINAMENTO DA POLVERI SOTTILI, (PM), NELLA NOSTRA CITTA', NON TRASCURANDO ANCHE DI IMPEGNARSI CON AZIONI NECESSARIE A LIMITARE LE EMISSIONI DI CO2, PERICOLOSE A LIVELLO GLOBALE.

==O==

 Risposta fornita dall'addetto stampa dell'assessore Buschini:



Replica dalle associazioni:

Comunicato stampa
Frosinone, 15/11/2016

Le dichiarazioni dell'ufficio stampa dell'assessore per l'Ambiente alla Regione Lazio Buschini Mauro, nella persona di Riccardo Strambi, lette sulla stampa in risposta ai quesiti posti da 15 Associazioni di Frosinone e riguardanti il sì o il no dell'assessore, rispetto l'istallazione d’impianti a biomasse nella città di Frosinone e Valle del Sacco, risulta assolutamente non chiarificatrice e risolutiva riguardo ai nostri dubbi. Abbiamo fatto domande puntuali che richiedono risposte altrettanto precise ed attinenti alle reali problematiche del territorio della Valle del Sacco che risente dell'alto impatto inquinante da polveri sottili e ribadiamo, non certo da CO2.
Quali le reali intenzioni da parte dell'assessore Regionale rispetto agli interventi per ridurre PM 10 e PM 2,5 ed in particolare, quale la posizione rispetto alla realizzazione d’impianti a biomassa, note quali fonti di PM? Chiediamo ancora che, in modo non ambiguo, l'Assessore Buschini Mauro, si impegni per impedire l'istallazione degli impianti a biomasse a Frosinone ed in tutta la Valle del Sacco che non trovano nessun giustificativo in rapporto alla gravità della compromissione dello stato di salute della popolazione, ampiamente studiato, descritto e denunciato. Invece di vacue argomentazioni, ci faccia conoscere al più presto le linee guida, relative alle biomasse che la Regione Lazio intende adottare e che già da molti mesi attendiamo. Auspichiamo una dichiarazione inequivocabile, definitiva e per noi tutti tranquillizzante, circa la posizione dell'Assessore all'ambiente per il Lazio, a negare tali impianti. Non una PM in più.

Le associazioni firmatarie: Frosinone 2020, Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone e Provincia, Frosinone Bella e Brutta, Coordinamento di Frosinone Salviamo il Paesaggio, Osservatorio Peppino Impastato, AVIS, Associazione Donfrancesco, AIL, Regola d'oro, Il Ponte, Federconsumatori, Associazione Regenesi, Vivere in Salute, Zerotremilacento, Comitato Acqua Pubblica Frosinone.

 ------------------


 La stampa ci da voce
16/11/2016











lunedì 24 ottobre 2016

- Centrale a Biomasse a Frosinone...? Lettera aperta dell'Assoc. Medici di fam. per l'ambiente



RICEVO DAI MEDICI DI FAMIGLIA PER L'AMBIENTE DI FROSINONE, NE CONDIVIDO CONTENUTI ED APPELLI, LA PUBBLICO E VI INVITO A PRENDERNE COSCIENZA



   
"Lettera aperta dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone indirizzata a tutte le Istituzioni interessate, alle Associazioni di volontariato, ai Comitati ed ai cittadini tutti, in merito l’attualità dell’impianto di combustione a biomasse di Frosinone.
 
     
     Frosinone, nonostante da decenni sia tra le prime città capoluogo con il massimo tasso di inquinamento da polveri sottili in Italia ed in Europa, ha visto rilasciare nel 2015, da tutti gli Enti preposti, le autorizzazioni per la realizzazione di un impianto a combustione di biomasse in via Mola d’Atri.
 
      Nel gennaio 2016, nel convegno organizzato dall’Associazione Medici di Famiglia con il supporto delle Associazioni di volontariato, i Medici hanno evidenziato tutti i rischi e le gravi ricadute sulla salute dei cittadini per l’incremento di emissioni di polveri sottili, dovute anche alla combustione di biomasse. In quella sede il Sindaco Ottaviani, ha annunciato la sospensiva dell’autorizzazione all’impianto concessa qualche giorno prima.
 
     Il 6 ottobre 2016 il TAR Lazio ha dichiarato decaduto il procedimento di sospensione. Diamo atto al Sindaco, che solo grazie a quella sospensione, per nove mesi, di fatto, è stata bloccata la realizzazione dell’impianto. Durante quei nove mesi l’Associazione dei Medici di Famiglia per l’Ambiente ha avuto invero la possibilità di portare a termine lo studio epidemiologico sulla incidenza delle malattie respiratorie correlate all’inquinamento dell’aria rispetto i cittadini di Frosinone. Durante quei nove mesi, si è tenuto, l’8 giugno per la precisione, il convegno presso il Tribunale di Frosinone che ha visto insieme Magistrati, Avvocati e Medici di Famiglia confrontarsi su inquinamento, salute e legalità e durante il quale sono stati presentati i risultati dello studio epidemiologico su asma e BPCO, effettuato su 3096 cittadini adulti di Frosinone. Risultati drammatici. A Frosinone la prevalenza percentuale di asma è doppia e quella di BPCO è tripla rispetto le altre città d’Italia. Durante quei nove mesi l’attività di divulgazione di quanto riportato dalla letteratura scientifica in migliaia di articoli e studi rispetto le malattie da polveri sottili è stata incessante. Scuole, centri sociali, mondo del volontariato, organi di stampa, televisione, incontri pubblici, incontri istituzionali, gazebo nelle strade e in ogni ambito in cui sia stato possibile. Durante quei nove mesi, il 30 settembre, per la precisione, alla Villa Comunale di Frosinone si è tenuto un Convegno Scientifico aperto a tutti. Presenti alcuni tra i massimi studiosi nazionali ed internazionali delle malattie da inquinamento, scienzati che producono gli articoli della letteratura medica aldilà dei confini nazionali, membri dei più autorevoli comitati medici mondiali che, unanimemente, hanno certificato la pericolosità delle emissioni di PM e la gravità delle malattie ad esse correlate, ponendo una pietra tombale su qualsiasi ipotesi di impianto a biomasse in un territorio già fortemente compromesso dal punto di vista ambientale, come il nostro. Alla luce del materiale pubblicamente prodotto e diffuso e da quanto dallo stesso si evince in merito all’innegabile e dimostrato danno da polveri sottili, tutti gli Enti Istituzionali, che hanno rilasciato le autorizzazioni e/o i pareri favorevoli l’approvazione per la costruzione dell’impianto a biomassa di Frosinone, dovrebbero immediamente secondo il principio di precauzione, attivarsi per l’interruzione definitiva di tale progetto.
 
     L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente, fatta propria la salvaguardia della salute, auspica che: De Angelis Francesco ASI Frosinone; Macchitella Luigi ASL Frosinone; Ottaviani Nicola Comune Frosinone; Pompeo Antonio Provincia Frosinone; Spagnoli Enzo ARPA Frosinone, legali rappresentanti degli Enti suddetti, intervengano in maniera decisiva e conclusiva a scongiurare il progetto biomassa, magari all’unisono. Siamo consapevoli che, al momento del rilascio dell’approvazione del progetto di biomassa, la conoscenza della relazione tra malattie e polveri sottili e tra percentuale di inquinamento e insediamenti emissivi, poteva non essere completa ed esauriente da parte delle autorià di cui sopra, per diversa competenza professionale e per assenza di precedenti rilevamenti di patologie effettuati sul territorio, che oggi però esistono. Siamo certi che l’entità della Frosinone malata,da noi analizzata in questa prima fase per le patologie infiammatorie croniche polmonari attraverso lo studio epidemiologico condotto e suffragato da quanto già annosamente riportato dalla letteratura scientifica internazionale,se non smuoverà le coscienze, indurrà una diversa riflessione valutativa tecnico scientifica in ciascuno per il proprio ruolo istituzionale.
 
     L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente invita le altre Associazioni ed i Comitati tutti ad unirsi, in maniera unanime e compatta, ad attivarsi per vigilare incessantemente sul percorso amministrativo a salvaguardia dei beni comuni come ambiente e salute, sui quali, da mai, i cittadini di Frosinone sono nè stati informati, nè resi partecipi di processi decisionali, che da oltre quindici anni, hanno prodotto malattie e morti".
 
     Siamo contattabili alla emailmediciambientefr@libero.it

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<< Vorrei aggiungere che la situazione apparirebbe certamente molto più grave, se ci fosse una mappatura con il REGISTRO dei TUMORI. Infatti, nonostante da tempo sia stato approvato in Regione Lazio, nulla appare all'orizzonte. Neanche sono valsi i ragli alla luna che di tanto in tanto qualche politico cerca di fare ma poi, il delicato tema, scompare nel nulla....!!!! >>

- "20/05/2015. Seduta del C.R. N 42 ...Esito esame Aula, Approvata: ISTITUZIONE DEL REGISTRO TUMORI DI POPOLAZIONE DELLA REGIONE LAZIO ";

- "27/07/2016 - “Regolamento di attuazione e integrazione della legge regionale 12 giugno 2015, n. 7” sull’istituzione del Registro Tumori della Regione Lazio. È stato approvato dalla Giunta e ora seguirà il parere della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Pisana e dell’Autorità Garante della Privacy, per il trattamento dei dati personali".

 Dal 27/07/2016, nulla è accaduto....